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Migranti, il ministro Minniti avverte le Ong ribelli: “Polizia italiana a bordo o siete fuori”

“Chi non ha firmato non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all’Italia, fermo restando il rispetto della legge del mare e dei trattati internazionali”. Tira dritto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che in una intervista al Fatto quotidiano avverte le Ong “ribelli”, tra cui spiccano i tedeschi di Jugend Rettet e i francesi di Medici senza frontiere, entrambe organizzazioni non governative finite nell’inchiesta delle procure siciliane sui rapporti tra volontari e scafisti. “Gli agenti della polizia giudiziaria italiani non possono andare da nessuna parte senza armi – ribadisce Minniti, a proposito di uno dei punti contestati da chi non ha firmato -. Sono contrario alla giustizia fai-da-te, per me gli unici a dover essere armati sono coloro che rispondono allo Stato. Sono una garanzia per le Ong stesse”.

“Il codice di condotta è stato firmato da quattro Ong su otto. Vorrei ricordarne la genesi: nasce da una iniziativa parlamentare. – sottolinea il ministro -. La richiesta ci è arrivata dal documento approvato all’unanimità dalle forze politiche, caso unico in questa legislatura, nella commissione Difesa del Senato. Il codice è stato portato poi da noi al vaglio dei ventotto ministri dell’Interno dell’Unione europea, ha ricevuto il sì anche da parte della Commissione europea. C’è stato, quindi, il via libera in sede Frontex. Il codice – ribadisce Minniti – non è un atto unilaterale di un governo fascista“. (liberoquotidiano.it)

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